
Il Rally Terra Sarda si ferma.
Non per scelta, ma perché oggi le condizioni per continuare non sono sostenibili
Ci sono decisioni che nessun organizzatore vorrebbe mai prendere.
Ci sono eventi che, con il passare degli anni, smettono di appartenere a chi li organizza e diventano patrimonio di un territorio, delle sue comunità, dei suoi volontari, delle imprese, dei piloti e di tutti coloro che hanno contribuito a farli crescere.
Il Rally Terra Sarda è diventato questo.
Per questo annunciare che l’edizione 2026 non si svolgerà rappresenta la decisione più difficile della nostra storia.
Non è una rinuncia dettata dalla mancanza di entusiasmo, di competenze o di capacità organizzativa. Al contrario, il Rally Terra Sarda arriva da alcuni degli anni più importanti della sua storia, riconosciuto unanimemente per la qualità tecnica dell’organizzazione, per la sicurezza, per la capacità di promuovere il territorio e per il prestigio internazionale conquistato grazie all’ingresso nel TER – Tour European Rally, circuito FIA che unisce sport e promozione turistica.
In questi anni il Rally Terra Sarda non è stato semplicemente una competizione automobilistica.
È stato un progetto di sviluppo territoriale.
Abbiamo costruito un evento capace di raccontare la Sardegna nel mondo attraverso i suoi paesaggi, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue produzioni artigianali ed enogastronomiche. Con il Villaggio Rally abbiamo dimostrato che una manifestazione sportiva può diventare un grande strumento di marketing territoriale, mettendo al centro i comuni ospitanti, le imprese locali e l’identità della nostra terra.
I risultati ottenuti in questi anni parlano da soli. Il Rally Terra Sarda è diventato uno dei più efficaci strumenti di promozione della Sardegna attraverso lo sport. Nelle ultime edizioni ha richiamato equipaggi provenienti da quindici nazioni, campioni del mondo e protagonisti del rallismo internazionale, arrivando a registrare 115 equipaggi nel 2023 e 110 nel 2024, numeri oggi sempre più difficili da raggiungere nel panorama rallistico italiano. La manifestazione ha sfiorato le 20.000 presenze, generando circa 5.000 pernottamenti nelle strutture ricettive del territorio nel 2023, confermando una straordinaria capacità di destagionalizzare i flussi turistici e creare economia reale per alberghi, ristoranti, servizi, attività commerciali e imprese locali. Nell’edizione 2025, ospitata in Ogliastra, il solo staff organizzativo ha prodotto oltre 1.200 presenze alberghiere distribuite in undici strutture ricettive, coinvolgendo circa 500 persone nell’organizzazione e generando oltre 1.000 pasti destinati ai soli addetti ai lavori. A tutto questo si aggiunge una promozione televisiva internazionale garantita dal circuito TER, con una copertura in oltre 150 Paesi, raggiungendo potenzialmente il 99% della popolazione mondiale attraverso i network partner della serie. Numeri che raccontano molto più di una gara automobilistica: raccontano un progetto capace di generare sviluppo economico, promozione turistica e immagine internazionale per la Sardegna.
Dal punto di vista sportivo, il Rally Terra Sarda è diventato un punto di riferimento internazionale. Campioni del mondo e protagonisti del rallismo europeo hanno corso sulle nostre strade, mentre organizzatori provenienti da diversi continenti sono venuti in Sardegna per studiare il nostro modello organizzativo e di promozione del territorio, riconoscendone il valore.
Proprio perché il Rally Terra Sarda è oggi un evento di successo, la decisione di sospenderlo assume un significato ancora più forte.
Non stiamo fermando una manifestazione in difficoltà.
Stiamo scegliendo di fermare una manifestazione che funziona, perché riteniamo che il sistema nel quale operano oggi gli organizzatori non sia più sostenibile.
Questa scelta vuole essere un grido di allarme.
Un appello rivolto innanzitutto alla Regione Sardegna, affinché rifletta sui criteri con cui vengono sostenuti i grandi eventi. Le realtà sarde che lavorano tutto l’anno sul territorio, investono risorse proprie, utilizzano professionalità locali e producono ricadute economiche permanenti dovrebbero essere maggiormente valorizzate anche nei criteri di assegnazione dei contributi. Non chiediamo privilegi, ma il riconoscimento del valore che questi eventi restituiscono alla Sardegna.
Chiediamo inoltre maggiore attenzione al tema della continuità territoriale. Per il motorsport non basta acquistare un biglietto aereo: occorre trasportare camion, officine mobili, vetture da competizione e attrezzature. I costi dei collegamenti marittimi sono diventati insostenibili e penalizzano non solo gli organizzatori, ma anche i piloti sardi e tutte le squadre che desiderano raggiungere l’isola.
Non possiamo infine non rivolgere un appello alla nostra Federazione.
Negli ultimi anni il motorsport italiano è diventato sempre più costoso e complesso. Aumentano iscrizioni, licenze, diritti, assicurazioni, adempimenti burocratici e vincoli regolamentari, mentre diminuiscono le opportunità per i giovani e cresce la difficoltà per gli organizzatori nel mantenere standard elevati.
In molti Paesi europei si lavora per rendere il rally più accessibile, favorendo l’ingresso di nuovi piloti e contenendo i costi. In Italia, troppo spesso, sembra accadere il contrario.
Il rischio è evidente: trasformare il rally in uno sport riservato a pochi.
Questa è il grido del Rally Terra Sarda.
Ma vogliamo credere che sia anche la percezione dei piloti, dei navigatori, degli altri organizzatori, delle scuderie, dei tecnici, dei preparatori, dei commissari, dei volontari, degli sponsor e di tutti coloro che credono ancora che questo sport debba essere accessibile, sostenibile e capace di crescere.
Ci scusiamo con tutti gli equipaggi che attendevano con entusiasmo l’edizione 2026. Sappiamo quanto questa decisione possa deludere, ma crediamo che, in alcuni momenti, fermarsi sia l’unico modo per far comprendere la gravità della situazione.
Un ringraziamento particolare va al TER Series e al suo promotore Luca Grilli che, fin dal primo momento, hanno compreso le motivazioni profonde della nostra scelta. Pur rammaricati per la sospensione dell’edizione 2026, ci hanno confermato la loro piena vicinanza e il loro sostegno in questa difficile decisione, condividendone lo spirito e le finalità. Il rapporto costruito in questi anni non viene minimamente meno: al contrario, ne esce rafforzato dalla fiducia reciproca. Insieme continueremo a lavorare affinché il Rally Terra Sarda possa tornare quanto prima a far parte del calendario internazionale del TER, ancora più forte, con la stessa ambizione che lo ha reso una delle manifestazioni di riferimento della serie.
Grazie agli sponsor, ai Comuni, agli enti locali, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile, alle associazioni, ai volontari, agli ufficiali di gara, ai collaboratori, al nostro staff e ai tantissimi professionisti sardi che hanno contribuito a fare del Rally Terra Sarda un evento riconosciuto e apprezzato in Italia e all’estero.
Noi oggi ci fermiamo, ma non ci arrendiamo.
Perché il Rally Terra Sarda non è soltanto una gara.
È un progetto.
È una visione.
È un modello di promozione della Sardegna.
E continueremo a difenderlo fino a quando esisteranno le condizioni per riportarlo dove merita di essere: sulle strade della nostra isola, davanti ai suoi cittadini e agli occhi del mondo.
Porto Cervo 7 luglio 2026
Il Direttivo
Porto Cervo Racing Team ASD












